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Apr
2017
22
MATRICE: rapporti tra terreno di coltura e informazione vitale. (Prima Parte)

MATRICE: rapporti tra terreno di coltura e informazione vitale. (Prima Parte)

Le vicissitudini cinematografiche di Neo hanno raccontato al grande pubblico l’ipotesi di una struttura della realtà fatta di energia regolata, ordinata, chiamata Matrix. Se hai visto il film, senz’altro ti sei posto il dubbio dell’esistenza di una matrice energetica oltre la realtà sensibile che informi la materia e la renda apparente e tangibile nelle forme e nei modi che conosciamo e sperimentiamo quotidianamente. Quante volte dietro quel che appare e accade ti è sembrato di vedere la trama di un disegno più ampio in cui si avverano la legge biologica di causa ed effetto, il karma buddista, i comandamenti scritti sulle tavole di Mosè, il talismano magico-esoterico che ciondola dal retrovisore e le macumbe propiziatorie dell’amore, i dipinti di Caravaggio, la musica di Bach, le preghiere notturne e le bestemmie diurne, la nemesi greca, i tradimenti e gli atti di coraggio, tutti sulla bilancia di quell’attimo in cui tu riannodi così, in un lampo, quei fili che sono invedibili nella normalità di uno stato di in-coscienza comune ma intercettabili dal fascio luninoso di una intuizione. Se il cuore è chiuso, la mente genera solo illusione e inganno, mai la verità. Giordano Bruno fu un filosofo illuminato, campano di nascita, monaco dell’ordine domenicano vissuto nel XVI secolo in diversi luoghi dell’Europa; perseguitato come eretico, torturato e infine bruciato vivo sul rogo a Roma il 17 Febbraio del ‘600 in esecuzione della sentenza pronunciata dal tribunale dell’inquisizione pontificia. Riporto di seguito le sue parole estrapolate dai dialoghi tratti dal film biografia del 1973 diretto da Giuliano Montaldo che vede come attore protagonista nei panni del monaco uno straordinario Gian Maria Volonté: “La Natura tutta è governata da una profonda armonia. Invisibili linee collegano le piccole cose della Terra – come per esempio il potere degli uomini – agli astri, agli infiniti mondi che ancora non conosciamo. La Luna provoca le maree e anche il mestruo delle donne; il Sole, provoca la vita e la morte delle piante, l’avvicendarsi delle stagioni e anche la vita e la morte dell’Uomo (…). Se esistono altri Soli, altri sistemi solari sparsi nell’Universo, se ciò è vero – ed è vero – allora DIO non è in alto sopra di noi, fuori dal mondo, ma ovunque, in ogni particella di materia, inerte o vivente che sia: è la MATERIA stessa!”. Trasecolante. Meraviglioso! Una luce che attraversa 500 anni di storia incendiando e disintegrando il tempo lineare in un attimo di consapevolezza grazie a te che leggi questo pensiero nella dimensione cosciente del qui e ora. Se la materia è energia e l’energia è consapevolezza, stai creando la tua realtà.

MATRICE: rapporti tra terreno di coltura e informazione vitale. (Prima Parte)

Non c’è differenza sostanziale tra matrice extracellulare e materia extraplanetaria.

Tuttociò che sta tra le cellule è considerato biologicamente Matrice Extra-Cellulare. Sia la sostanza fluida che rienpie gli interstizi tra le cellule – la MEC appunto – sia quella contenuta all’interno delle membrane cellulari si possono indicare con il termine generico ma identificativo di MATRICE. La Matrice biologica è tutto quello che all’esterno delle cellule è compreso tra le diverse membrane plasmatiche e che all’interno delle stesse abita sotto le sembianze di citosol e citoscheletro il posto esistente tra la membrana citoplasmatica e quelle dei vari organelli, bagna le membrane scempie dei reticoli endoplasmatici rugoso e liscio, dell’apparato del Golgi e dei lisosomi, sia da dentro sia da fuori; inoltre, riempie lo scompartimento che permane tra le due membrane proprie di nucleo e mitocondri, occupa come nucleoplasma lo spazio nucleare e come matrice mitocondriale quello dei mitocondri. La MEC è il principale costituente del Tessuto connettivo che connette le cellule e gli organi in un sistema di collegamento che non conosce interruzioni anatomiche e funzionali e che si distingue dai tessuti degli organi soprattutto per la relativa rarità cellulare. La matrice extracellulare si può definire come l’insieme delle due fasi – continua e discontinua – del sistema connettivo: essa trae origine dall’essudazione del plasma con una extravasazione di umori che vanno a formare il liquido interstiziale di pertinenza del tessuto prossimo ai sistemi vascolari ematico e linfatico; il liquido interstiziale man mano che si diffonde lontano dai vasi acquisisce le prerogative distintive della MEC diventando, gradualmente, un mezzo omogeneo relativamente sempre meno acquoso, più gelatinoso e discontinuo per via della ricca presenza di collagene. Le glicoproteine di collagene sono strutture fibrose macromolecolari prodotte da elementi figurati cellulari di enorme importanza anabolica denominati fibrociti, la cui presenza – insieme a quella dei globuli bianchi – contraddistingue il tessuto connettivo più propriamente detto. Il tessuto connettivo ha proprietà, oltreché strutturali, anche di funzione legate ad attività metaboliche elettriche e fisiologiche in quanto sede elettiva di processi trofici redox e immunitari. Se per matrice extracellulare si intende – come si dovrebbe – tuttociò che costituisce un tessuto senza far parte della cellula, si può dire che con il termine generico di Matrice si indica la materia di varia consistenza che sta tra una membrana ed un’altra! Il Tessuto connettivo è, quindi, un insieme di cellule non ammassate immerse in una soluzione umorale amorfa extracellulare di derivazione plasmatica ricca di acqua (Liquido interstiziale) che si fa più viscosa per effetto della presenza di polisaccaridi (Acido ialuronico) e proteoglicani che legandosi all’acqua danno origine alla cosiddetta sostanza amorfa e fibrosa a causa delle molecole proteiche (Collagene) che sempre i fibroblasti producono. Le componenti acquosa amorfa fibrosa e cellulare variando la concentrazione relativa le une rispetto alle altre modificano le caratteristiche del connettivo che prende la forma di diversi stati materici che vanno dal liquido (sangue e linfa) al solido (ossa) passando per la gelatina delle cartilagini e il tessuto molle adiposo, tuttavia conservando le medesime funzioni di connessione strutturale e di trasferimento dell’informazione. Tutti i vari tipi di tessuto connettivo, compreso il sangue, derivano da quello embrionale detto mesenchima. L’associazione di più tessuti di origine diversa in un denso agglomerato di cellule costituisce, rispetto a singole cellule o tessuti, un livello superiore di organizzazione della informazione vitale che è chiamato “organo”. L’organo è un tessuto composito e definito, relativamente circoscritto, anch’esso costituito da una parte di tessuto connettivo fibroso – detto Stroma – che interviene tra le fitte e compattate cellule costruendo il reticolato di sostegno collegamento e comunicazione, la trama di supporto che nutre e tiene insieme l’organo pieno, conservandone la forma e permettendone la meccanica e la normale fisiologia che è invece garantita dalla parte più strettamente cellulare, detta Parenchima, specificatamente attiva e caratterizzata dalla produzione della secrezione e delle funzioni dell’organo/ghiandola.

Il terreno di coltura delle cellule animali e di quelle vegetali sono appunto le matrici biologiche, sia extracellulari sia intracellulari, definibili anche come “sostanze fondamentali” dell’esistenza, in cui tutte le cellule esistono. Le cellule animali sono immerse in questo elemento di connessione che le bagna da entrambi i lati della membrana plasmatica, nello stesso modo in cui lo sono tutti i suoi organuli interni (mitocondri, nucleo, lisosomi, ecc) per mezzo delle relative membrane. La matrice stabilisce il contatto tra le cellule, permette gli spostamenti delle stesse, il trasporto di sostanze – metaboliti anaboliti cataboliti – di ioni molecole atomi e la trasmissione di ogni tipo di segnale, garantisce il collegamento tra le entità biologiche dell’organismo vivente e l’organizzazione dei suoi tessuti e organi; essa costituisce una rete di natura umorale prevalentemente fluida, composta essenzialmente di acqua, amorfa, colloidale, liquida allo stato di solvente o semiliquida allo stato di gelatina, più viscosa fibrosa densa e discontinua via via che ci si allontana dai vasi capillari ematici e linfatici dove ha inizio come soluzione derivata del plasma; la MEC si ritrova anche calcificata nelle ossa, tanto solida da segnalare il prevalere della finalità di sostegno del corpo su quella di trasmissione. Dentro questa soluzione le cellule si muovono, comunicano, interagiscono e si scambiano “informazioni”: da essa assimilano l’ossigeno e i nutrienti disciolti, in essa rilasciano i metaboliti, spurgano i residui del catabolismo e l’anidride carbonica, isolano le endotossine eccedenti e i veleni di provenienza esogena. Tutti i meccanismi che creano vita sono resi possibili grazie alle matrici.

Si può affermare che l’Uomo sia, in sintesi, un susseguirsi di matrici e membrane più di ogni altra cosa decifrabile e descrivibile sotto la lente di un microscopio. La vita stessa è una matrice energetica e una ripetizione di membrane contenitive: una unica sostanza contenuta in tante forme diverse. Pensa alla cellula che, morfologicamente e fisiologicamente, è la forma basilare di tutti gli organismi viventi sia vegetali sia animali: questa unità elementare è in definitiva un succedersi di matrici e membrane e, per logica conseguenza, ogni cosa che origini da una cellula è un’alternanza di matrici e membrane, a partire da quegli agglomerati organizzati di cellule che sono gli organi, per finire a quell’insieme sistemico di funzioni specifiche e coordinate che sono gli esseri viventi. Se immagini l’Universo come un’unica entità e le creature terrestri come cellule di questo tutto, il Sole potrebbe essere un cuore che batte, il Cielo un polmone e, a questo punto, i fenomeni degli elementi naturali sarebbero manifestazioni della fisiologia degli organi di un complesso Essere organizzato e identitario. La vita si manifesta separata da ogni sua singola particella biologicamente consapevole solo da membrane che modellano di volta in volta le forme di una matrice vitale che però realisticamente, come per le cellule, è sempre la stessa e che, in Natura, non incontra mai nessuna interruzione. Si può dire che una materia illuminata che prende la forma di un colore sia una membrana che separa e contiene la matrice che divinamente la illumina, come accade alle stelle, ai pianeti, alla Luna, al Sole. Allora, dov’è che finisce la matrice biologica delle piante e degli animali e inizia la matrice spaziale? Di certo non dove finiscono le tipiche forme delle cose e degli esseri che conosciamo, dato che – come spiego in seguito – il fuori influenza il dentro e viceversa.

La MATRICE UNIVERSALE

La Matrice universale.Le recenti teorie di fisica quantistica dicono che non sia il nucleo della cellula la sede da cui scaturisce la complessità del ragionamento cellulare, ma che sia la membrana cellulare il vero cervello. E io concordo! Bisogna intendersi, però, sui compiti che svolge il cerebro umano nella vita di una persona per spiegare questa similitudine applicata nel campo della microbiologia: il cervello è sede della ragione, della logica meccanicistica, dell’elaborazione del calcolo e del metodo, della proiezione visuale delle informazioni; altresì, l’organo cerebrale non si cura della ricezione e della decodificazione delle informazioni che, invece, avvengono attraverso i sensi, né della loro comprensione, poiché l’organo deputato alla realizzazione dello spirito è senz’altro il Cuore: è qui dove si attribuiscono i significati dell’esperienza. La macchina biologica del corpo prova tuttociò che può esperire attraverso i suoi canali sensoriali reagendo con la realtà attraverso le rispettive matrici; un individuo assimila così le più disparate informazioni che sono veicolate da tutto quello che di reale incontra: dal cibo ai suoni, dall’acqua all’aria, dal buio alla luce, dalle parole scritte a quelle dette, dagli sguardi fino ai pensieri. Queste esperienze di vita vengono introiettate con le sensazioni e sedimentate nel cuore: i ricordi si archiviano nel muscolo cardiaco e il cervello funziona né più né meno come un proiettore. La comprensione di quello che un individuo vive non avviene nel cervello, ma da un’altra parte. La mente è la creazione di un calcolatore biologico che inganna e corrompe la realtà: la verità accade solo nel cuore per volontà spirituale. In questa misura, allora sì, il cervello della cellula è certamente la membrana.

Il sangue è il tessuto madre che crea tutte le matrici umane, trasporta e contiene l’informazione e quindi anche la presenza vitale. Il Cuore, difatti, è l’organo del sangue per eccellenza e, guarda caso, anche quello della coscienza spirituale degli uomini ma anche degli animali, come sanno bene gli sciamani delle tribù animiste. Spiritualità o spiritualismo e biologia, dunque, si influenzano e coincidono, poiché il cuore è l’organo dove si concentra la matrice primigenia (il plasma) sede della coscienza cellulare e della consapevolezza biologica dell’Essere: è attraverso la matrice che la cellula di un essere vivente percepisce e accoglie il mondo e comunica in reciprocità e correlazione con esso. Che l’energia che è l’informazione sotto le forme chimiche elettromagnetiche e sonore sia sostanzialmente consapevolezza? Che sia spirituale il principio che ci fa vivere?

La CONSAPEVOLEZZA realizza concretamente la relazione che intercorre tra la matrice che stampa il mondo apparente e quella biologica celata dentro le forme degli esseri viventi e delle cose. La conquista e il mantenimento di uno stato di salute sono la testimonianza di una continuità energetica dell’Essere con la Natura che si esprime attraverso la composizione della Matrice biologica originaria: il sangue per gli animali, la linfa per le piante. La MATRICE del tuo sangue è, dunque, una sostanza essenzialmente spirituale: il fenotipo la cui struttura è influenzata dalle scelte che fai tutti i giorni. La salute del tuo sangue si riflette sull’equilibrio della tua vita e viceversa.

La MATRICE – quello che è il terreno di coltura cellulare – e non il DNA, è il luogo dove si trova l’informazione e/o il substrato, il sostegno, su cui si trasferisce la scintilla divina della creazione, giacché sono le matrici che influenzano la struttura il comportamento e le funzioni delle membrane biologiche. Dunque: il DNA non è più l’informazione della vita e il cervello della cellula è la membrana. Forse l’informazione potrebbe essere l’Elettrone stesso o, più probabilmente, questa energia generatrice è trasportata contenuta nella struttura di quell’entità biologica sostanziale che viene chiamata elettrone e ne regola i comportamenti dentro la dimensione della materia che da forma alla matrice. Ma siccome i movimenti dell’elettrone sono determinati dalla composizione della matrice e l’elettrone è governato dall’informazione vitale, forse l’informazione è espressa direttamente dalla matrice stessa. E se la INFORMAZIONE fosse proprio la MATRICE? Riflettici un attimo: l’informazione è ciò che ci vitalizza, la forza che ci rende esseri senzienti e che ci collega a quel che esiste provando delle sensazioni attraverso i 5 sensi corporei (6, se si considera l’intuito del cuore). Informazione è tutto quello che la vita può cambiare fisicamente e giacché il vivere nelle dimensioni mentale fisica e sprituale modifica l’espressione e lo stato della matrice, la matrice è dunque l’informazione.

Dall’interazione con il mondo esterno una persona stacca pezzetti di matrice prendendo dalla realtà l’aria la luce il calore gli odori i rumori l’acqua il cibo e portando tutto dentro di sé; dalle impressioni emotive fabbrica pensieri, da quelle spirituali i sentimenti; così, dalla materia della vita che si distilla, ella crea l’ambiente interiore realizzando componendo e mutando la matrice biologica. Ogni forma di energia ambientale esterna è tradotta in energia chimica grazie alla matrice e alla sua differenza di potenziale elettrico; la matrice è il risultato della continua relazione-interazione dell’Essere senziente con l’ambiente che lo circonda, identificandolo con esso in un rapporto dinamico e fluidificante. C’è una evidente relazione biologica, elettrica e chimica tra l’ambiente che sta fuori e quello che sta dentro il corpo che dimostra scientificamente come ogni pagliuzza infinitesimale di materiale organico che fa parte della macchina biologica sia influenzata da ciò che gli Uomini respirano vedono mangiano bevono ascoltano e pensano. Il collegamento tra la matrice interna dell’organismo e quella esterna che trascrive il mondo così come lo si vede, si trova nell’informazione stessa, che è universale. Poiché l’informazione coincide con la matrice, essendo una soltanto l’informazione che genera la vita, anche la matrice della vita sarà una sola e universale. La Matrice biologica informa il DNA e lo istruisce sui comportamenti e le modalità di espressione. La matrice dei tessuti del corpo e delle cellule non è altro che una delle infinite forme fisiche che l’energia prende: l’informazione è la materia che tiene insieme e mette in relazione di causa-effetto ogni cosa, proprio come il tessuto connettivo collega le particelle corporee delle zone più remote. Ciò che vive è attraversato dal medesimo flusso di energia vitale, chiamato giustappunto informazione, oppure in una miriade di altri modi: intelligenza, consapevolezza, amore. L’informazione che crea la vita è unica e, da questo punto, mi riferirò ad essa chiamandola anche Matrice. La matrice è informazione che scorre, impasto dell’Anima e terreno di coltura della vita. Ho scoperto, in fondo alla ricerca, che la matrice è una sostanza spirituale; essa è tutto ciò che sta tra tutte le forme di vita, che contiene e riempie in egual modo la cellula elementare, la complessità di organismi più o meno evoluti, vegetali e animali, e i cieli i pianeti gli astri. C’è una sola identica informazione vitale che accende la luce delle stelle, gli accordi di un pianoforte e gli occhi che non ti scordi. Perciò, è bene sarebbe bene guardare il Sole con attenzione cura e comprensione pari a quelle con cui ci si rivolge verso se stessi e le persone che amiamo.

La matrice della materia, ovvero della forma di vita apparente, ferma o dinamica, è una rete energetica dove l’informazione corre a bordo di un elettrone che interconnette ogni particella di materia con le altre attraverso i filamenti della matrice: spiego così quel fenomeno che la fisica quantistica definisce Entanglement. Dove si concentrano le informazioni si hanno strutture più complesse di vita; dove, altresì, le informazioni sono distorte si hanno ostruzioni tossiche e disturbi circolatori, indurimenti e dispersioni, confusione molecolare, distorsioni biochimiche, inquinamento tossiemia e mutazioni antibiologiche al posto delle manifestazioni salutari della Natura. Fondamentale è fare in modo che l’elettrone si muova permettendo al flusso di energia, cioè all’informazione, di scorrere e raggiungere con il sangue tutti i distretti dell’organismo. Per sciogliere questi nodi energetici che bloccano i movimenti dell’elettrone si deve disintossicare l’organismo agendo sui diversi piani dell’essere: fisico, mentale, spirituale.

…continua con la Seconda Parte.

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4 Responses

  1. elena

    Ciao!
    Spero di non disturbarti. Sono Elena e da alcuni anni leggo con grande passione tutte le tesine di Valdo Vaccaro verso il quale nutro una sorta di autentica venerazione oltre che un sentimento profondo di gratitudine.
    Mi sono imbattuta casualmente nel tuo blog che mi ha da subito entusiasmato. Alcuni tuoi articoli mi sono piaciuti così tanto che mi sono permessa di segnalarli a Valdo Vaccaro che li ha commentati all’interno delle sue tesine.
    Si tratta di
    https://www.valdovaccaro.com/2017/04/matrici-membrane-divine-giordano-bruno-pier-luigi-ighina/
    https://www.valdovaccaro.com/2017/03/esistono-serie-ragioni-adottare-dieta-detossificante/
    Ne approfitto ancora per esprimerti la mia ammirazione per la tua competenza e profondità di pensiero.
    Elena

    1. Ti ringrazio per la stima, davvero, e per la condivisione degli articoli: non fa piacere a nessuno predicare nel deserto, anche se i propri riferimenti sono ideali. 😉 Con Valdo Vaccaro ho l’occasione di confrontarmi e il suo punto di vista e la vasta conoscenza in ambito salutistico che porta con sé sono sempre fonte di discussione ispirazione e crescita per me.

    1. Ciao Elena.
      Sono affaccendato in faccende di casa – perdona questa allitterazione – ma la seconda parte è già scritta da un po’, mi rimane solo da metterla in bella copia, come si suole dire. Prima e seconda parte sulla Matrice sono frutto di un parto unico, come anche la conclusione sulle cause del Cancro. Perciò, a risentirci presto!

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