11
Giu
2015
39
VEGANI vs CARNIVORI: chi mangia le giuste PROTEINE?

VEGANI vs CARNIVORI: chi mangia le giuste PROTEINE?

Se il Gorilla non mangia semi, fonte premium di proteine, allora dove prende la forza di King Kong? Da frutti, radici, cortecce e germogli di bambù. E i muscoli il Cavallo!? Da erbe e foglie. E NOI? Ci raccontano la favola gothic dell’Uomo Onnivoro, che ha trasformato in un incubo le nostre digestioni, e noi ce la beviamo. Anzi, ce la mangiamo. Masochisti, stupidi: perfetti consumatori.

VEGANI vs CARNIVORI: chi mangia le giuste PROTEINE?

Proteine di origine animale | NO SELF is DANGER!

Tutti i cibi, compresa la carne, cotti con tecniche che utilizzino temperature anche di poco superiori ai 45°C, perdono i loro enzimi naturali, che vanno così distrutti: sarà quindi compito del nostro apparato digerente fornirli all’occorrenza prelevandoli dalle proprie riserve enzimatiche: un po’ come facciamo per i soldi attraverso il bancomat. Inoltre, la cottura devitaminizza e demineralizza, la clorofilla viene degradata ad un prodotto inutilizzabile e gran parte delle proteine di carne pesce e vegetali vengono denaturate, trasformate in agenti mutageni e rese cancerogene: la poca parte proteica che rimane miracolosamente intatta dopo la cottura e che il sistema immunitario ancora riconosce come organica, viene finalmente elaborata dagli enzimi digestivi attingendo dal conto aperto presso la nostra banca enzimatica, ma che non è infinito. Invece, quelle parti proteiche alterate che per il nostro corpo non sono più metabolizzabili arrivano nell’intestino indigerite ed ivi si putrefanno*: residui carnei ittici e caseari che, come cadaveri tra le pieghe dei villi, ci intossicano, acidificano il sangue ed i tessuti. Il nostro sistema immunitario, che per il 70% si trova appunto nell’intestino, considera queste sostanze mutate dalla cottura come invasori alieni tantochè, dopo aver mangiato carne, reagisce a quella che considera un’aggressione: si ha un aumento di globuli bianchi detto leucocitosi digestiva – scoperta dallo scienziato russo Dr.Paul Kauchakoff negli anni trenta – a dimostrazione del fatto che il nostro organismo risponde come se ci fosse un focolaio di infiammazione. La leucocitosi si ha anche durante la digestione di tutti gli altri cibi cotti o alterati da complicati processi industriali, raffinati ed inscatolati (lo zucchero bianco su tutti, il vino): essi hanno subito una trasformazione molecolare che il nostro organismo avverte come pericolosa. Un film horror! Non si ha invece nessun aumento di leucociti con una dieta vegana e crudista.

Un esercito di Globuli Bianchi si arma a nostra difesa anche quando, prendendoci il rischio di contrarre infezioni di vermi e batteri, ingeriamo cibi contenenti proteine di origine animale crudi: carne alla tartara, carpaccio, sushi e sashimi tanto di moda. Che non siano il giusto carburante per la nostra macchina biologica? Nessun dubbio, è una certezza. Le Purine sono delle basi azotate – non sono dei composti proteici ma partecipano alla sintesi delle proteine, perciò sono concentrati nei cibi altoproteici – contenute nella carne e nel pesce, nei legumi, nel caffè (la caffeina è un derivato alcaloide delle purine), nel tè (la teina è un nome commerciale per indicare la caffeina del tè, ma è la solita sostanza) e, in parte minore, in altri alimenti ricchi in proteine soprattutto di origine animale quali il latte i formaggi e le uova. Le Purine provenienti dalla dieta vengono metabolizzate da diversi enzimi digestivi endogeni in molecole di Acido Urico; questo acido di origine alimentare, esogeno, non può essere ulteriormente degradato perchè il nostro organismo è privo dell’enzima metabolico uricasi, che hanno invece tutti i carnivori (tranne il cane dalmata) preposto al suo catabolismo; essendo poco idrosolubile, non può essere espulso per via renale, vengono così attinti dalle riserve minerali sali di calcio e di sodio per neutralizzarne l’acidità: si formano cristalli, detti urati, che si depositano nei reni e nelle articolazioni originando artriti, gotta, calcoli, depauperamento di minerali organici, indebolimento alcalino e conseguente acidificazione dei tessuti.

* Putrefazione delle Proteine

La putrefazione equivale per i cibi di natura proteica a quello che è la fermentazione per le fibre e i carboidrati indigeriti: si tratta di un processo anaerobico di decomposizione delle proteine non completamente digerite, o indigeribili come quelle cotte animali, che può potenzialmente interessare anche le proteine comunque ad alto peso molecolare dei cibi proteici concentrati di origine vegetale come i semi oleosi e i legumi qualora venissero associati nel pasto con alimenti amidacei che ne contrastino la digestione enzimatica. Nel colon le proteine vengono smontate in amminoacidi con successiva degradazione degli stessi in altre sostanze ancora più semplici ad opera di enzimi della famigerata flora batterica “nociva” costituita dai batteri anaerobi presenti nell’ultimo tratto dell’intestino che, nutrendosi dei resti proteici, proliferano abnormemente in colonie di dimensioni sempre maggiori sovrastando in numero e metabolismo i batteri “buoni” aerobi e non e instaurando uno squilibrio microbico intestinale causa di quella condizione proto-patologica che prende il nome di disbiosi del colon. Questo tipo di metabolismo batterico produce a partire dagli amminoacidi metaboliti tossici per l’uomo, come composti gassosi a base di molecole di Zolfo – per esempio il Solfuro di idrogeno (Acido solfidrico), un acido debole dal caratteristico odore di uova marce derivato dalla trasformazione dell’amminoacido Cisteina e dello Zolfo, elemento chimico che è maggiormente presente nella struttura degli amminoacidi che costituiscono le proteine animali piuttosto che quelle vegetali – di Ammoniaca (gas tossico e corrosivo) esogena e composti organici anch’essi contenenti azoto detti Ammine, quali la Cadaverina (dall’amminoacido Lisina) e la Putrescina (dall’Arginina). Le Ammine sono sostanze sì naturali, poiché derivano dalla decomposizione di materia organica, sono basiche ma acidificanti per l’organismo umano in relazione alla loro elevata tossicità e comprovata cancerosità; hanno nomi scientifici inquietanti – ma questo non rappresenta di per sé un problema reale – e sono responsabili del cattivo odore delle feci. Evidenzio che l’Azoto – costituente fondamentale delle proteine – è un gas inerte che non prende parte alle reazioni del metabolismo energetico: questa specie chimica non è quindi utilizzabile dal corpo con il fine di produrre energia e deve essere necessariamente impiegata nei processi di sintesi anabolica proteica per essere metabolizzata, seppur parzialmente.

Che la carne non sia il giusto carburante per il nostro motore?

CIBO CRUDO? Che forza!

Gli enzimi per funzionare devono essere attivati da sostanze denominate coenzimi, o cofattori, che sono: tutte le Vitamine del Gruppo B, le Vitamine C, A e K, e minerali organici come lo Zinco, il Magnesio, il Rame e il Calcio. Nei vegetali, i coenzimi sono presenti nello stesso alimento accanto agli enzimi naturali in quantità sufficiente da innescare l’attività enzimatica: solo così può iniziare il processo di pre-digestione dei cibi. Di contro, gli enzimi alimentari di origine animale, anche se provenienti da carni consumate crude e nell’immediatezza dell’uccisione che vengano comunque mangiate prendendosi il rischio concreto di contrarre infezioni batteriche e i vermi spesso presenti nell’animale sia terricolo sia acquatico, rimangono inerti e non attivano nello stomaco il fondamentale processo pre-digestivo cosicché l’accellerazione del metabolismo fa cilecca in partenza. Il cibo di provenienza animale, quindi, va considerato “morto”: non solo per una questione etica ed estetica, ma anche per l’assenza di quelle “scintille di vita” prodotte dagli enzimi. Il cibo crudo, verdura e frutta, biologico, ricco di minerali basici organici, amminoacidi, enzimi, vitamine clorofilla – nel caso delle verdure di colore verde – glucosio e acqua va considerato a diritto come “vivo” fattore di vita. Più Enzimi Alimentari ingeriamo meno dovremo attingere dalle nostre riserve enzimatiche digestive e metaboliche, che potranno dedicarsi alla digestione le prime, al funzionamento degli organi, alla riparazione delle cellule danneggiate, alla detossificazione e al rinnovamento cellulare le seconde; più cibo crudo e “bio” (che di per sé significa tutto e niente, è una certificazione: i prodotti dell’orto di mio padre so essere sicuramente più naturali di quanto possano mai certificare un’etichetta molto pubblicizzata e qualsiasi disciplinare) di origine vegetale mangiamo e meno sostanze indigerite potenzialmente tossiche raggiungeranno l’intestino con grande sollievo delle difese immunitarie e miglioramento del nostro stato generale di salute.

Come abbiamo visto, ci servono amminoacidi per fabbricare le nostre proteine, non proteine fatte e finite. Allora, perchè mangiare cibo esclusivamente proteico come quello animale, se poi dobbiamo attingere alle riserve enzimatiche per scomporne le proteine e ricavarne quei mattoncini, gli amminoacidi, che ci servono per costruire daccapo quelle umane? Un irragionevole spreco di energia: io in natura non l’ho mai visto, voi? Forse che procurarsi le proteine, tutte, anche quelle di origine vegetale, non sia così importante come si dice? Siamo proprio sicuri che il nostro corpo non possa fabbricare anche i cosiddetti “Amminoacidi essenziali”, sintetizzandoli da sé senza bisogno di prenderli dall’esterno? …o che comunque l’intelligenza biologica dell’organismo provveda già a sintetizzare tutti gli amminoacidi che vuole e che gli servono quando ritenga che gli occorrano senza necessariamente doverli assumere con la dieta come si racconta in relazione a quelli definiti essenziali. Al momento che scrivo gli Amminoacidi essenziali sono 8, ma ogni tanto si scopre al microscopio un elemento sconosciuto, perciò l’elenco potrebbe allungarsi. Succede così anche per quelle sostanze che non si sa dove collocare e diventano magicamente vitamine: tra un po’ siamo alla Vitamina Z! La scienza medica moderna si concentra sul dito pensando di trovare, oltre la sua ultima falange, una verità in punta di dita, perdendo completamente di vista la Luna e la notte che la contiene. Così, quando entra in gioco la medicina “allopatica” l’ossessione da microscopio fa 90 come la paura, la visione olistica zero!

L’uomo, i suoi animali domestici e di allevamento sono gli unici esseri viventi che si nutrono di cibi cotti e, guarda un po’, sono anche gli unici che si ammalano in natura; i cibi che per essere mangiati occorra cuocerli, come la carne, i cereali e i suoi derivati, sono anche quelli meno digeribili, nutrienti e più pericolosi per la salute; il sangue umano è alcalino, pH tra 7.35 e 7.45, quello dei carnivori parrebbe essere acido, pH compreso tra 5.5 e 6.5; l’Uomo ha 10 volte meno Acido Cloridico nei succhi gastrici di quanto ne abbiano i carnivori (l’Acido Cloridrico è altamente corrosivo ed è necessario per rompere i duri legami proteici permettendo così agli enzimi di attaccare le proteine per ricavarne amminoacidi). Ma che l’essere umano sia crudista vegano e fruttariano di natura!? Il dubbio viene.

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10 Responses

    1. Grazie Vincenzo. Cerco di andare a vedere le cose con i miei occhi, provare sulla mia pelle… Conta che tu apprezzi questa tensione verso la ricerca di un senso di verità. La condivisione di qualcosa che riteniamo di valore serve a chi dona e a chi riceve.

  1. Diana

    Carissimo Pino di Aleppo,
    ho letto con piacere il tuo articolo: di questi tempi è così difficile poter soffermarsi su testi telematici scritti con giusta sintassi e stile fluido!!
    Ha una sola pecca: manca di scientificità di base. Non dico che la disquisizione su enzimi, sistema immunitario, proteine ecc non sia coerente e fondata ma vorrei sapere perché le sue parole prescindono dal considerare l’uomo come un animale soggetto ad evoluzione e perciò a processi di trasformazione rintracciabili e studiabili?
    Mi spiego meglio (a differenza sua io non ho alcuna dote letteraria figuriamoci divulgativa e didattica!!).
    Partiamo dall’introduzione.
    Tralasciamo l’imprecisione sull’alimentazione dei gorilla (in fondo lei non è un veterinario esperto in ape e non è tenuto a sapere certe cose) e sui metodi di digestione e assimilazione dei cavalli ma, certo, scrivere ” la favola gotic dell’Uomo Onnivoro” è grottesco e inappropriato come l’utilizzo assolutamente a sproposito di un vocabolo inglese che rimanda a tutt’altra sfera! Se poi si vuole rimarcare l’aspetto consumista dell’uomo moderno ben venga ma STORICAMENTE, SCIENTIFICAMENTE, EVOLUTIVAMENTE l’uomo sapiens sapiens deriva (semplificando mooolto per non tediare inutilmente quell’unico lettore che si è preso il fastidio di scorrere queste righe) da animali onnivori e, mi spiace traumatizzarla…saprofaghi! E questo è un dato facilmente verificabile.
    Non è una favola horror… i nostri antenati smembravano i cadaveri in decomposizione contendendoli ad avvolto e i canidi.
    Immagini la scena.
    Questa è la sua origine e questo è ciò che ha plasmato e modificato il suo corpo e il suo cervello. Sgranocchiavano si felici qualche fresca radice gustosa ma spaccavano anche le ossa di povere bestie per succhiarne il midollo.
    Dati empirici alla mano di antropologia fisica da bar= si guardi i denti, li confronti con quelli di uno scimpanzé, di un orso, di un maiale e di un cane. Poi consideri quelli di cavalli, bovini, conigli, opossum e tapiri (le specie non sono scritte a caso)…
    Consideri la costituzione di idrossiapatite del suo smalto…
    Cerchi le caratteristiche del suo stomaco… [Lasci perdere il dato sul sangue: quel “(il sangue) dei carnivori POTREBBE essere acido” FA DAVVERO ribrezzo…]
    Purtroppo la natura umana comprende una dieta mista. Ciò non toglie che seguire uno stile vegano cruditsto possa avere i suoi vantaggi e i suoi sicuri benefici ma il suo articolo non può presentare la sua scelta di alimentazione come la più NATURALE e APPROPRIATA… e se lei è davvero in cerca di un senso di verità non si dimentichi di approfondire personalmente le sue teorie prima di esporle se no rischierà di fare solo cattiva e sbagliata informazione.
    Grazie per gli ottimi spunti di riflessione e buono studio.

    1. Lei avrà una o più lauree in ambito medico scientifico, magari veterinario, di chissà quale università che le assegnano la patente di ufficiale fonte di informazione per il mondo intero, certo. Purtroppo le Sue verità in un territorio libero di confronto NON valgono più delle mie anche con il Suo pezzo di carta appresso. Ancora devo vederle queste Sue verità far stare bene qualcuno e farlo esprimere come Essere umano al massimo delle proprie potenzialità. Credo che le teorie si debbano basare sull’esperienza sull’intuizione e sull’osservazione olistica, tanto più realistiche quanto più avvicinino l’individuo alla personale verità ed identità di ciascuno, e trovino applicazioni concrete nella vita quotidiana tali da renderla migliore più semplice armonica e felice. L’informazione per me è testimonianza, il mio approfondimento è sulla mia carne, il suo? C’è tanto spazio per tutte le voci, di che ha paura? Ammetto che ha letto con attenzione – e senza pregiudizio – la sua critica merita rispetto. Comunque non così attentamente visto che scambia il verbo PARREBBE con POTREBBE… Hanno significati un po’ diversi.

      1. Diana

        Gentile Pino,
        mi duole leggere come abbia frainteso le mie parole quasi fossero un attacco (non mi spiego altrimenti il suo tono tagliente di difesa e scherno, soprattutto nell’incipit). Non voglio e non posso certo essere “ufficiale fonte d’informazione” per nessuno, figuriamoci per il mondo intero. Filosoficamente parlando, però, la verità è unica e incontrovertibile se no… è mera opinione. Sofismi a parte non esiste “mio” e “suo” legato al vero che per essere tale deve essere verificabile e oggettivamente dimostrabile… altrimenti è congettura o, peggio, dogma. Scritto questo, rileggendo le mie risibili righe, non sono riuscita a scorgere nessuna MIA verità avvalorata da “pezzo di carta appresso”.
        Ho posto una semplice domanda.
        La riformulo così magari questa volta sarà più chiara e potrà rispondermi (liberissimo di non farlo): PERCHE’ NON CONSIDERA L’UOMO UN ANIMALE CON DELLE CARATTERISTICHE FISICHE, FRUTTO DI UN EVOLUZIONE DESUMIBILE DA OSSERVAZIONE DIRETTA?
        Mi dica dove interpreta uno stile di vita alimentare in una pura analisi della specie umana da un punto di vista antropologico fisico?
        Procederò a punti.
        “Ancora devo vederle queste Sue verità far stare bene qualcuno”… Ha letto forse nel mio post che dovrebbe andare a cercare ai bordi delle strade carcasse di piccione per poter avere un’alimentazione corretta?
        C’è forse scritto che un uomo per essere al “massimo delle proprie potenzialità” dovrebbe spolpare il gatto del vicino morto di vecchiaia o fare buche nel parchetto sotto casa e cercare radici succose?… Non capisco.
        La dieta NATURALE umana è si mista ma nessuno obbliga un essere senziente a seguirla perché l’uomo può attuare le sue scelte non solo in base ad istinto e natura ma anche grazie a etica, morale e cultura..
        [Per inciso: la verità non deve necessariamente FAR STAR BENE ma deve essere semplicemente VERA (mi scuso per il gioco di parole).]
        Io non ho postato alcun approfondimento ma un semplice spunto di riflessione basato sulla mia e sulla sua carne, sulle mie e sulle sue ossa, sui miei e sui suoi denti, in sintesi, sulle nostre origini e sulla nostra evoluzione biologica.
        Siamo in uno stato che processa, almeno formalmente, la libertà di parola e tende a non condannare la cattiva informazione. Grazie al cielo “c’è tanto spazio per tutte le voci” e mi fa moltissimo piacere aver visto pubblicato il mio post e aver letto il suo commento: adoro le persone che accettano un confronto e aprono una possibilità di dialogo. Non temo assolutamente un parere discorde dal mio anzi, so che può solo farmi crescere e magari liberarmi da certi ragionamenti viziosi e viziati…Ma da qui a potermi definire “libera da paure” c’è di mezzo non solo il mare ma l’universo intero. Ho paura infatti che le sue parole ammantate di una “scientificità personale” e di una verità relativa e individuale possano portare alcune persone ad effetti deleteri…e distruttivi.
        Per inciso, non ho confuso PARREBBE con POTREBBE ma ho sostituito volontariamente le parole proprio in base al diverso peso dei termini. Io conosco entrambi significati ma purtroppo, per quanto io ami e stimi il genere umano, non credo che tutti i suoi lettori sappiano leggere con altrettanta attenzione critica ogni frase del suo articolo. Non è peccare di superbia o presunzione ma constatare che la nostra popolazione è molto varia e con un grado di cultura molto eterogeneo. Per giustizia a quel 0,001% che potrebbe portare all’estremo le sue affermazioni o sorbirle senza il filtro che lei ha intelligentemente posto in trasparenza (la sua esperienza diretta e personale sul suo corpo) la invito a ricordare ed esplicitare con più frequenta che il suo approfondimento non è frutto di uno studio scientifico generale su tutta la specie umana ma di un’analisi sull’esistenza di un singolo per un periodo preciso di tempo che va da tot ad oggi.
        Data l’ora in cui le scrivo le auguro buon appetito.

        1. Salve. Lei mi pare voglia dar voce ad una scienza che si contraddice ogni giorno e che in ambito salute abbia completamente dimenticato l’osservazione clinica degli effetti sui suoi pazienti/clienti delle regole che va enunciando. Io non sono né medico né scienziato sociale, ma sono medico e scienziato di me stesso, come spero tutti ambiscano ad essere. Per quanto riguarda il discorso dell’uomo onnivoro sono in totale disaccordo: la specie si è adattata poichè l’uomo è in grado di sopravvivere nonostante comportamenti ed abitudini non in linea con la sua natura, ma non è la sua biologia giacchè gli mancano la morfologia l’anatomia e gli enzimi. Per quanto riguarda la filosofia che si fa metafisica (e da quando la Fisica quantistica se ne interessa è diventata anche per gli scienziati una cosa concreta…), mi dispiace contraddirla, ma il Vero coincide con il Bene, sempre! In merito la invito a leggere il post http://www.verdesubianco.com/anima-anche-la-scienza-dice-che-esisti

          1. Diana

            Nulla da fare, non riesco a spiegarmi e farmi intendere: che brutta cosa il divario che si crea tra due persone che non riescono (o non vogliono) trovare un linguaggio comune!
            Non confonda l’antropologia con le aziende ospedaliere e le industrie farmaceutiche… è come paragonare un biologo marino ad un itticoltore! Quindi quando scrive “la specie si è adattata poichè l’uomo è in grado di sopravvivere nonostante comportamenti ed abitudini non in linea con la sua natura, ma non è la sua biologia giacchè gli mancano la morfologia l’anatomia e gli enzimi”… io mi struggo non sapendo come dimostrarle quanto sia errato senza entrare nel più tedioso linguaggio scientifico e tecnico (tutto verificato personalmente e senza alcuna esigenza pratica/economica/lucrativa). Esiste il libero pensiero e ognuno è libero di professare la propria fede perciò le scriverò un’ultima che, semplicisticamente, BIOLOGICAMENTE siamo onnivori perché discendenti da animali onnivori: l’uomo è si fortemente adattabile ma questo non significa che non abbia una dieta naturale. Sarebbe come dire “L’uomo è originario della Groenlandia perché vive in Groenlandia”…concorderà con me che non ha senso da un punto di vista logico e scientifico… Ma ciascuno è libero di credere in ciò che vuole, anche che discendiamo dalle foche.
            Mi perdoni, ma per ragioni di tempo e impegni vari non voglio aprire un dibattito sul VERO e sul BENE, da sempre concetti cuore del pensiero filosofico: liquidare millenni di disquisizioni con un’uguaglianza approssimativa e riduttiva mi pare oltremodo presuntuoso e ottuso. Detto questo la ringrazio non solo per gli spunti ma anche per l’invito e sarò lieta di leggere il suo post appena avrò un momento di quiete adatta alla riflessione… ma, per indole mia personale, sarò costretta ad andare direttamente alla fonte della teoria: rimanendo in tema alimentare detesto accontentarmi di sorbire il cibo masticato e rigurgitato da altri (…fidarsi è bene, non fidarsi…molto meglio.) perciò le chiedere cortesemente di fornirmi la bibliografia base per i suoi articoli.
            In attesa di una sua gradita risposta le auguro nuovamente buon appetito!

          2. I suoi affondi di fioretto sono stimolanti intellettualmente, ma questa non è una disputa dialettica nell’agorà né tantomeno una partita di poker a carte coperte: mi fido ciecamente di tutti e ciecamente di nessuno, finché coltivo fiducia in me stesso e fede nel mio sentimento. Mille libri posso leggere, mille scartare, ma non conoscerò mai niente che io già non sappia…riconoscere. Quanto prima possibile, soddisferò la sua curiosità, dal momento che pubblicherò sul blog una pagina con i titoli della mia biblioteca. Anche se, le ripeto, la mia fonte di sapere mi nutrisce vivendo. Non sono un rigido, mi evolvo, sono passato attraverso le stagioni cambiando, pur rimanendo me stesso grazie all’apertura verso il non detto e il non scritto ancora, con l’umiltà di un osservatore e la determinazione di un esploratore.

  2. Riccardo

    Mi sono messo a mangiare alla vegana ma ho diversi dubbi. Uno per esempio. Dove troviamo la vitamina b12? La soluzione che ho letto ripetutamente è di acquistarla di sintesi. Questo però contrasta con l’approccio naturalistico: se per natura l’uomo è vegano, allora xché ricorrere ad un prodotto chimicamente elaborato?
    Grazie x l’attenzione. Cordialità.

    1. Salve. Presto scriverò della Vitamina B12… Questa “vitamina” è una sostanza alquanto controversa, come è dibattuta la storia degli amminoacidi essenziali che l’uomo non può sintetizzare. Pochi giorni fa mi è capitato di vedere un video di un famoso attivista animalista e vegano americano che afferma che la vitamina B12 sia prodotta dalla flora batterica presente normalmente in bocca e che basti mangiare verdura cruda non lavata ogni tanto per ricavarne a sufficienza. Afferma, analisi alla mano, di avere valori di Vitamina B12 nella norma secondo i parametri clinici di laboratorio pur essendo da più di 20 anni vegano.

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