12
Lug
2016
46
UOMO IN NATURA, non conosci né Malattia né Paura.

UOMO IN NATURA, non conosci né Malattia né Paura.

Le forme moderne di società e coloro che creano dall’alto il pensiero l’immaginario e l’inconscio collettivi hanno riprogrammato artificialmente i comportamenti umani stimolandone di aberranti e innaturali funzionali al mantenimento e al rafforzamento delle posizioni di potere acquisite dalle élite di sfruttatori che governano le masse. “Discorso complottista da sfigato”, lo denigrerebbe chi fa opinione al soldo di costoro o chi è vittima di tal propaganda. Ma l’Essere umano non è quello che ci inculcano esso sia. E, per nostra fortuna, la sua natura è dura a soccombere. L’Uomo è originariamente programmato dall’Intelligenza superiore della Natura per vivere in uno stato di salute, in assenza di malattie e di paura, evitando il dolore e i sensi di colpa. I nostri neuroni conoscono biologicamente la paura come quella spia di allarme che allerta i sensi e induce una reazione di difesa in risposta ad uno stimolo esterno percepito come problema concreto che metta davvero in pericolo l’esistenza e l’integrità del corpo fisico – e soltanto di esso – nell’immediato e, come tale, vada risolto subito. In Natura non si ha paura che venga compromessa la dimensione spirituale dell’Essere, poiché secondo Natura si vive la materia in armonia con l’essere, si è liberi di esprimersi, creati fisicamente per questo e condotti a farlo dal flusso degli eventi. Vivere seguendo le leggi biologiche della Natura non cagiona frustrazione ma porta all’espansione dell’Essere. Ti sembrano infelici le rondini che volano in cielo e i delfini che nuotano in mare o disarmonica la mucca che pascola goffamente? Perché gli unici animali infelici sono l’Uomo e quelli che lui addomestica imprigiona tortura e sacrifica? In Natura tutte le creature fanno la loro parte come se l’avessero scelta in autocoscienza, ognuna di esse ha il suo giusto ruolo ed è sempre essenziale nella sceneggiatura della Natura. Ogni essere è custode della vita dell’altro e del pianeta.

UOMO IN NATURA, non conosci né Malattia né Paura.

La paura nel sistema naturale corpo-mente-spirito-anima gestito dalla tecnologia umana si dovrebbe attivare solo in certe situazioni riconosciute dalla memoria biologica della cellula come minaccia immanente e circoscritta nel tempo: una frazione, il tempo di sopravvivere per permetterci di vivere, di renderci conto di quello che sta accadendo e scegliere cosa fare. Questo tipo di paura vive nell’attimo del qui e ora, è motivata dal reale, temporanea, legata alla transitorietà degli eventi; essa si fa cosciente nella sfera neurologica che governa l’istinto e la sopravvivenza chiamata apparato o sistema limbico, attivando nella parte più antica e remota del cervello la risposta dei neuroni secondo gli schemi prestabiliti a difesa del corpo fisico: gli stessi comportamenti per ogni individuo della specie. Invece, tutte le paure artificiali discendono da quella persistente di morire e sono precostituite nella mente umana: sono reazioni che non fanno parte della memoria cellulare e delle informazioni originali di vita con cui sono programmate le cellule né di quelle acquisite dall’esperienza, ma sono precondizionate mentalmente, indotte dall’esterno dentro l’Essere attraverso canali energetici diversi da quelli biologici dei sensi: subliminali. Difatti, gli animali non conoscono la paura spirituale della Morte che modifica quel che è chiamato inconscio ma che, in realtà, afferisce all’istinto; sono liberi da questo fardello, poiché vivono nel presente, istintivamente appunto, seguendo il piano biologico prestabilito. Si potrebbe dire che essi non abbiano inconscio e per tale ragione siano effettivamente liberi. La paura non serve e ciò che non serve non esiste in Natura: perciò la paura non è un sentimento biologico. Se non intuisci questa verità, ragionaci sopra razionalmente. Tutto quello che è inutile e contrario alla vita è paralizzante, non funzionale, disordinato e confuso, distraente e dispersivo, altrove da se stessi, chiuso esclusivo restringente e disconnesso; mentre la biologia è efficacia ed efficienza innanzitutto, nessuno spreco di energie e scarti ridotti, risparmio e focalizzazione delle risorse nell’agire dell’attimo, concentrazione sull’obiettivo, organizzazione e relazione: per questo la paura è antibiologica e innaturale, mentre il coraggio è biologico, la fede è biologica, il libero arbitrio e la presenza sono condizioni biologiche. Se tuttociò che fa chiarezza e rende le creature pronte alla scelta è biologicamente puro e l’agire istintivo è frutto del riassunto dei ricordi cellulari, si può affermare che l’istinto sia la super-coscienza dell’energia vitale, la consapevolezza dell’anima universale che vivifica tutti gli organismi, una sorta di forma-pensiero risultante dall’attenzione che l’Essere individuale – umano, animale o vegetale – condivide con i grandi spiriti del mondo naturale (vento, pioggia, Mare, Sole, bosco montagna…): perché nessuno può dire che la Natura non abbia un’intenzione come architetto della sua fantasmagorica fenomenologia, che essa non sappia quel che fa con l’energia di cui dispone e che non lo scelga liberamente e che, conseguentemente e definitivamente, non sia dotata di spirito. Le manifestazioni primarie dell’istinto alla vita sono la salvaguardia e la disposizione delle potenzialità – energia e funzioni – dell’organismo programmate per la trascrizione nel mondo materiale del progetto vitale che le cellule archiviano ed elaborano, nei modi e nelle forme più efficaci e adatte allo scopo, ossia quelle naturali: la Salute vera esiste, quindi, solo allo stato selvatico, perciò in assenza di paura per il domani. Se conduciamo la vita con presenza di spirito e consapevolezza nello scegliere e compiere azioni che ci appaghino, i nostri comportamenti inevitabilmente si allineeranno con senso di naturalezza alla biologia cellulare che è in fondo l’unico schema base dell’essere che rimane in piedi una volta che tutti gli orpelli della personalità e dei condizionamenti sociali siano stati fatti cadere: sempreché le cellule non siano sommerse dai rifiuti metabolici, alimentari ambientali e mentali. Esercitando il qui e ora, magicamente, l’angoscia e gli attacchi di panico scompariranno. Interpretare il mondo di fuori attraverso la coscienza primitiva della specie solleverà l’animo dai dubbi laddove il bene viene percepito e non pensato, e la sua idea non è categoria etica ma estetica. L’Uomo ha un radicale collegamento con la Natura che si palesa alla mente con il pensiero delle scelte dettate dall’istinto atavico per la vita; la Terra è la nostra casa, l’unica che possiamo avere e con cui abbiamo un legame circolare energetico e organico, basti solo pensare ai cicli del carbonio e dell’azoto. Una catena di informazioni che si interrompe quando costruzioni di realtà virtuali o tossiche pervadono il mondo in cui viviamo e con cui reagiamo tanto da condizionare le manifestazioni istintive del nostro Essere. Quando è la nostra personalità a governarci dobbiamo ricordarci che essa è eterodiretta e ci fa subire, il più delle volte, le reazioni sotto forma di giudizi emessi verso gli altri o noi stessi. In verità, in questo caso noi non decidiamo nulla ma siamo assoggettati all’arbitrio di mostri. La cartina al tornasole della distanza tra ciò che sentiamo e quello che facciamo sono i sentimenti di alienazione e solitudine e i fenomeni di devianza coatta che ci causano dolore e danno proprio perché originati da cose che non ci appartengono. Il nostro inconscio è sepolto sotto una montagna di menzogne. Non è vero che l’istinto è inconsapevolezza, anzi! La memoria biologica campeggia di già sulle vette della coscienza verso cui lo spirito vuole ascendere.

La NATURA è l’esempio archetipico dell’anima, ispirazione per poeti pittori filosofi. La maggior parte di loro l’ha sempre vista da fuori, osservata contemplata o, come gli esploratori, attraversata. Come può, dunque, un esemplare di Uomo realizzare il suo destino con la stessa apparente naturalezza con cui sorge il Sole o corre il cavallo? Per esperire la Natura bisogna forse lasciarle fare il suo corso prima di tutto dentro le sue forme? Che l’individuo debba abbandonarsi ad essa e lasciare che siano le forze vitali ad agirlo dall’interno secondo gli schemi naturali che le governano? Come avevano ben inteso Ippocrate e i suoi epigoni igienisti del ‘900, probabilmente sì. E quindi, praticare l’astensione dalla cura e la fede in Madre Natura farebbero riaffiorare la forza interiore costitutiva e sostanziale di tutti gli esseri naturali: difatti, non vi è animale in libertà che non si manifesti sempre integro forte sano e in pace con se stesso.

L’Uomo selvatico che vive allo stato brado percorre la via mistica dell’avventura in armonia con le forze della Natura. Come gli animali selvaggi non conosce la paura come un’ombra ma solo come acuto fischio di avviso di un fidato sistema di allarme collaudato attraverso milioni di anni di esistenza. La paura per gli animali è un amico un punto di forza, uno strumento di vigilanza che non li immobilizza o gli fa fare la cosa sbagliata, bensì dona loro la massima consapevolezza di ciò che sta accadendo e li indirizza a fare la scelta giusta, quella migliore tra le possibili. La paura è dispositivo di protezione, tra i tanti di cui anche l’organismo umano dispone, i cui sensori devono essere puliti per funzionare correttamente. Ripulire gli ingranaggi le tubazioni revisionare tutte le componenti di una macchina che sia stata rifornita per lungo tempo con carburante sbagliato – come nel caso del corpo degli uomini civilizzati imbottiti di farmaci cibi tossici e falsi messaggi culturali – diventa essenziale perchè ritorni a funzionare; detossificare l’organismo con pratiche detox che eliminino tossine alimentari ambientali e mentali è il mezzo che permette ai sensi di tornare a interpretare correttamente la realtà per quella che è: le senzazioni che proverai attraverso un corpo detossificato saranno così appaganti piene e identitarie che non lasceranno spazi a dubbi psicologici, atteggiamenti compulsivi, insulti emotivi, remore di natura morale e retaggi abitudinari.

Solo allora ti accorgerai che il sapore di un frutto fresco e la sete della sua acqua biologica zuccherina erano tutto quello che da sempre sentivi – ma non sapevi – mancare e che il tuo organismo ti stava chiedendo. Essere naturale e corpo coincidono.

Succede come quando si decide di smettere di fumare e si smette davvero: i sensi si risvegliano insieme ai sapori ritrovati del cibo e ai suoi odori, l’anima torna a irraggiare positività, il cuore si riempie di coraggio e il peso di vivere si fa più leggero. Un corpo pulito da dentro con cellule pulsanti di energia e nuovi equilibri elettrici e biochimici ridà sensi attivi e ricettivi pronti per l’avventura che ti aspetta. Cambiando la percezione della realtà cambia l’interazione col mondo e anche l’origine della paura, che tornerà ad essere funzionale allo stare bene e non più allo stare male. Da qui in avanti, tuttociò che accadrà nella tua vita avrà il giusto senso.

Come gli animali selvaggi anche l’Uomo non conoscerebbe la malattia, se si muovesse nella direzione tracciata dai segnali luminosi che la memoria biologica invia attraverso l’istinto e il sistema limbico anche per ciò che riguarda le scelte e i comportamenti alimentari.

L’Uomo frugivoro e raccoglitore difficilmente perderà la salute; allontanalo dalla Natura e si ammalerà. Metti in cattività un animale e si ammalerà, poiché senza libertà non può esserci salute duratura e viceversa. Quella animale è dunque la nostra e tutte le libertà del mondo.

LA NATURA: la grande avventura di tutta l’umanità che è in te.

La Via dell’Avventura, che sempre porta a vivere esperienze di Bellezza, impone presenza e allerta dei sensi nell’adesso; è un percorso spirituale di scoperta del mondo e di sé, una pratica contemplativa dell’esperienza per cui siamo stati fatti. Si tratta della via mistica per eccellenza, la stessa che immagino percorrano tutti gli altri animali del creato. Senza interazione con la Natura selvaggia non c’è vera evoluzione spirituale e integrità corporea, giacché l’Uomo vi appartiene, egli è una parte del tutto. L’Uomo come entità senziente e completa esiste solo se si esprime in Natura secondo le sue modalità naturali. Lasciati Uomo guidare dalla miriade di dati che il tuo software biologico contiene, valuta le sensazioni nella solitudine silenziosa della presenza per discernere quelle vere, vitali, da quelle frutto di ingannevoli proiezioni mentali.

Comportamento fuori Natura di 5 Scimmie verso delle Banane.Appare verosimile la conclusione della storiella – inventata o meno – dell’esperimento delle 5 scimmie e del casco di banane posto in alto sulla scala (cercala su internet), che spiega bene come i comportamenti di specie possano venire influenzati manipolati e allontanati da quelli naturali attraverso una sofisticazione delle informazioni provenienti dal mondo “reale” che vengono subite condivise e agite da individui di una comunità animale in maniera del tutto inconsapevole nonostante portino a scelte palesemente in contrasto con gli impulsi vitali della specie; storture conflitti e alienazioni che vengono accettate tacitamente dall’Uomo come sovrastrutture sociali e culturali antropologicamente condizionanti e portatrici di sofferenza. Molte delle nostre convenzioni, anche quelle più innocue all’apparenza, sono tossiche per la vita, in un modo o nell’altro; esse si fondano su enunciati della realtà qualificabili come credenze quantomeno limitanti. La riprova quotidiana? Smetti di mangiare carne uova pesce latte formaggi zucchero raffinato e farine bianche anche se il dottore ti dice di farlo; non credere alla parola che cala da un pulpito, qualsiasi esso sia, ma fidati unicamente della tua esperienza. “Gli uccelli nati in gabbia pensano che volare sia una malattia”, dice l’eclettico scrittore Alejandro Jodorowsky

Osservando etologicamente un animale ci si può facilmente accorgere come i suoi comportamenti cambino se si sradica da un ambiente naturale e si imprigiona in cattività.

L’uomo è stato forzatamente e artatamente abituato a soffrire e ad obbedire come una tigre ammaestrata di un circo. Il cibo chimicamente adulterato e i farmaci agiscono sull’umanità come il morso sull’animalità del cavallo, la pubblicità la scuola e le regole sociali sono le briglie in mano a un fantino che non sei tu.

Questo esperimento – che non so se effettivamente condotto o solo raccontato – sarebbe stato fatto con dei primati negli anni 60 da un certo dottor Stephenson e me ne servo come sostegno alla tesi di quanto il salto dalla zoologia all’antropologia sia quanto mai corto e di come sia davvero pericolosamente facile perdere il contatto con la realtà e smarrire inconsapevolmente la vera identità qualvolta ci venga sottratto il supporto naturale in cui specchiarsi, sostituito da specchi artificiali che storpiano i contorni e riflettono sagome brutte grottesche e talvolta terribili come fanno quelli della giostra dell’orrore alla fiera del paese.

In ambito microbiologico, il medico fisiologo francese Claude Bernard, vissuto nel diciannovesimo secolo, inventore del concetto di Ambiente interno (Milieu Interieur) – la moderna Omeostasi – la cui visione all’epoca si contrappose radicalmente alle teorie di Pasteur che, purtroppo, divennero le fondamenta della medicina moderna e la causa delle disgrazie dell’umanità intera, pare abbia affermato: “…quel che conta è il terreno di coltura”. Traslando questa sua affermazione nel concepimento della mia proposizione, il tutto risuona come vero, visto che interagiamo con l’ambiente circostante a tutti i livelli: fisico biochimico biologico elettrico, di energie sottili elettromagnetiche, sensoriale emotivo e spirituale. Per dare una informazione aggiuntiva sul personaggio storico, ricordo che egli praticava in maniera rigorosa e sistematica la dissezione anatomica dei cadaveri fino a spingersi alla vivisezione animale; ritengo che la metodologia della sperimentazione in vivo su animali fosse all’epoca un mezzo per conoscere l’anatomia e la fisiologia comunque condannabile anche se concepibile, fonte di un sapere parziale, non olistico, e pratica esteticamente abominevole.

IN NATURA, SI DIREBBE FORSE DEL LEONE ESSER CATTIVO SE ATTACCASSE L’ANTILOPE? Non è la violenza un male di per sé, ma lo può essere l’intenzione con cui la si compie.

Il potere del DECIDERE secondo Natura.

Parafrasando Gandhi: se – come dice lui – “il futuro dipende da ciò che facciamo oggi”, nel presente si decide quello che tu sarai domani e anche quello che sei stato ieri. Cosa vuol dire? Significa che se metti un bambino non intossicato da veleni farmaceutici e alimentari, scevro da condizionamenti antropologici, familiari o comunitari, che lo ammorbano e lasci che a parlare dentro di sé sia la sua parte rettile, sarà l’istinto puro che lo farà muovere all’azione dalle fondamenta buie della sua anima e la sua azione apparirà luminosa come una stella: vedrai che di fronte ad una carcassa sanguinante proverà ribrezzo spontaneo, mentre un cucciolo di iena tenterebbe di sbranarla famelicamente. Ma la iena fa la iena… Altresì, il bimbo posto al cospetto di un cesto di ciliege rosse sarà curioso e allungherà la mano, ne afferrerà una e la porterà istintivamente alla bocca senza che abbia mai fatto prima conoscenza coi codici sociali dei simboli di bene e male, che abbia fame o meno, e il suo morso sarà soave e pieno di tutti i significati inventati. Una alimentazione istintiva ti porterà verso il vegetarismo vegano il fruttarismo e la frugalità – è scritto nell’informazione che custodiscono i geni – e verso la libertà. L’innocenza realizza il miracolo dell’anima e ogni scelta sarà armonica e utile al tuo bene. Questa è la verità dell’attimo presente. Nel qui e ora si nasconde la mappa che porta a ciò che siamo. “Qual è il miglior modo per essere presente a me stesso?”, domandai all’archivista che cataloga il sapere. Poi mi dissi: “fidati della tua macchina biologica, ascolta solo il tuo corpo e nessun altro maestro”. Così ho fatto. “L’intelligenza che anima e forma questo corpo mi appare come la più potente delle energie. Sono proprio io al volante della biotecnologia più evoluta che sia mai stata progettata per l’esplorazione della vita?”, trasecolai e decisi: “L’unica forza che può salvare questa tua unica vita così come sei, ce l’hai a disposizione solo tu!”. Sperimenta perciò tu stesso, non delegare il tuo potere a niente e a nessuno. Diffida della scienza dei dottori dei guru dei professori della storia. Diffida di tutto e tutti! Diffida di ogni parola e immagine che già non risuoni in te. Fidati solo del tuo cuore del tuo istinto e delle tue intuizioni. Riparti solo da te stesso per capire se stai andando nella giusta direzione. Affidati alle sensazioni e ai tuoi sentimenti profondi, scarta i pensieri che non ti appartengono, attingi il sapere guida dalla strada ricordata dalla memoria primordiale delle cellule e ritroverai dove sei e chi sei davvero. Ciò che sei sempre stato, sicuramente. Pensa a come sarebbe bello grande e liberatorio poter dire della persona con cui entri in contatto quello stesso che penseresti incontrando un animale selvatico nel suo habitat naturale, una tigre sulla neve o un grande squalo nel blu: “Ti riconosco e rispetto il tuo cammino di conoscenza, grande spirito”.

Ps. Tutte le volte che ho avuto il privilegio di incontrare uno squalo e sono stato in sua compagnia per il tempo necessario, ho avvertito chiaramente che era una presenza spirituale e che la sapesse molto ma molto più lunga di me in termini di consapevolezza. Una sensazione che si è ripetuta quando, risucchiato dai sentieri del bosco, ho scorto attraverso il fitto della macchia un cinghiale adulto intento a grufolare. Mi sa che sia l’effetto della Natura, bellezza!

 

2 Responses

  1. Adriana

    che bella mattina iniziata con questa lettura trovata per caso , nella quale mi sono riconosciuta, sia nella scelta bibliografica, ma soprattutto nella identificazione naturale:i miei riferimenti sono i gatti che osservo e mi fanno da maestri nelle scelte ,nei comportamenti ( es quando si “ammalano” si fermano immobili senza mangiare né bere, come morti…e poi risuscitano), come nelle posture del corpo( es:l’inarcamento della schiena o l’apertura della bocca…)…
    Grazie a chi si è preoccupato di farmi partecipe di tutto ciò che c’è scritto , che ho letto con tanta partecipazione, che tornerò a leggere per ricordarmi chi sono!

    1. Le tue parole sono sincere come la gioia che ho provato nel leggerle. Secondo me, tu puoi dare tanto e spero tu voglia cominciare a farlo anche qui scrivendo tra i commenti due parole che soddisfino la curiosità che mi hai acceso: potresti, se ti va o quando ti andrà, descrivere come e perché ti ispirino le posture feline? Io, questa cosa la trovo davvero interessante.
      – Pino di Aleppo –

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