12
Lug
2016
52

UOMO IN NATURA, non conosci né Malattia né Paura.

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Le forme moderne di società e coloro che creano dall’alto il pensiero l’immaginario e l’inconscio collettivi hanno riprogrammato artificialmente i comportamenti umani stimolandone di aberranti e innaturali funzionali al mantenimento e al rafforzamento delle posizioni di potere acquisite dalle élite di sfruttatori che governano le masse. “Discorso complottista da sfigato”, lo denigrerebbe chi fa opinione al soldo di costoro o chi è vittima di tal propaganda. Ma l’Essere umano non è quello che ci inculcano esso sia. E, per nostra fortuna, la sua natura è dura a soccombere. L’Uomo è originariamente programmato dall’Intelligenza superiore della Natura per vivere in uno stato di salute, in assenza di malattie e di paura, evitando il dolore e i sensi di colpa. I nostri neuroni conoscono biologicamente la paura come quella spia di allarme che allerta i sensi e induce una reazione di difesa in risposta ad uno stimolo esterno percepito come problema concreto che metta davvero in pericolo l’esistenza e l’integrità del corpo fisico – e soltanto di esso – nell’immediato e, come tale, vada risolto subito. In Natura non si ha paura che venga compromessa la dimensione spirituale dell’Essere, poiché secondo Natura si vive la materia in armonia con l’essere, si è liberi di esprimersi, creati fisicamente per questo e condotti a farlo dal flusso degli eventi. Vivere seguendo le leggi biologiche della Natura non cagiona frustrazione ma porta all’espansione dell’Essere. Ti sembrano infelici le rondini che volano in cielo e i delfini che nuotano in mare o disarmonica la mucca che pascola goffamente? Perché gli unici animali infelici sono l’Uomo e quelli che lui addomestica imprigiona tortura e sacrifica? In Natura tutte le creature fanno la loro parte come se l’avessero scelta in autocoscienza, ognuna di esse ha il suo giusto ruolo ed è sempre essenziale nella sceneggiatura della Natura. Ogni essere è custode della vita dell’altro e del pianeta.

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20
Giu
2016
37

CLOROFILLA | La molecola vegetale che ossigena il sangue.

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Clorofilla, linfa delle maestose sequoie Redwood della California, sangue verde dell’erba che cresce spontanea nel campo sulla collina di fronte a casa mia e di quel radicchio selvatico che raccolgo e mangio con confidenza affidandomi più all’istinto e all’intuito che ad una sapienza che in questo caso non ho. Solo poco tempo fa ho scoperto la sua identità tassonomica e le sue proprietà: si chiama Crespigno, una via di mezzo spinosa e ruvida tra il tarassaco e un’insalata di foggia riccia, dal sapore erbaceo e dagli effetti disintossicante diuretico e coleretico (stimola la ghiandola del fegato a secernere la bile), ricco di sali minerali. Il crespigno, come anche tutte le verdure a foglia verde coltivate organicamente, contiene molecole di quel minerale Cobalto di cui si serve la flora microbica “buona” che colonizza i tessuti alcalini di bocca gola esofago e intestino, per sintetizzare la discussa Vitamina B12! Credo siano responsabili del processo di sintesi vitaminico i batteri aerobi, anche se è pur vero che differentemente dalle altre vitamine la B12 viene assorbita nella parte terminale dell’intestino tenue chiamata ileo in prossimità del colon dove scarseggia l’ossigeno e prolificano i batteri anaerobi: potrei perciò sbagliarmi. D’altra parte, non è poi così strano che la sintesi di sostanze organiche chiamate “vitamine” avvenga nel corpo umano, visto che già una piccola percentuale della Vitamina K presente nell’organismo non è ricavata dagli alimenti, ma sintetizzata dalla flora microbica anaerobia del colon. Ma dicevo, la clorofilla…

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23
Mag
2016
34

SUCCO VERDE, rimedio contro Anemia Ipossia e Acidosi tissutale.

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Il Succo verde da un punto di vista digestivo enzimatico si può ragionevolmente considerare un preparato con una elevata biodisponibilità degli elementi nutritizi che contiene, addirittura migliorata rispetto a quella che offrono gli ingredienti presi singolarmente, tantoché non stento a definirlo come una costruzione alchemica ottimale per il metabolismo dell’Ossigeno; il succo verde va considerato, a parer mio, come un unico alicamento – o alimento funzionale che dir si voglia – dove le caratteristiche nutraceutiche delle sostanze apportate sono esaltate e potenziate in funzione fisiologicamente ossigenante. La scelta delle combinazioni alimentari nella preparazione del Succo verde tiene conto della scienza ortotrofica igienista, questa volta specificatamente finalizzata alla formazione del tessuto trofico del sangue alfine di migliorarne le funzioni di trasporto e nutrimento, con un’attenzione ulteriore all’assorbimento delle molecole di Ossigeno da parte delle cellule. Chi sia soggetto per attitudine o abitudini a vivere frequentemente condizioni che potenzialmente ingenerino nell’organismo stress ossidativo, come sportivi o persone ansiose, non dovrebbe far mancare nella propria dieta copiose e salutari bevute di questo meraviglioso succo verde.

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12
Dic
2015
46

DISINTOSSICARE IL FEGATO con il succo di Topinambur e Cotogne.

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Vuoi disintossicare il tuo fegato cosidetto “grasso” (steatosi epatica)? Vuoi cominciare una dieta detox con il piede giusto? Ti stai preparando per un impegnativo lavaggio del fegato (consigliatissimo) o per affrontare un digiuno? Disintossicare il fegato è basilare sia per iniziare un percorso di detossificazione sia per consolidare e mantenere i benefici di una dieta vegana e crudista. L’autunno ci offre due alimenti straordinari che sembrano nati per disintossicare il fegato e che si prestano, a differenza dei carciofi, alla realizzazione di succhi freschi: i Topinambur e le Cotogne.

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20
Nov
2015
41

GAZPACHO: centrifugato e zuppa di scarti.

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Il Gazpacho è una semplice zuppa fredda originaria della Spagna, tipicamente andalusa, fatta con verdure crude. La stagionalità degli ingredienti e la sua freschezza portano il gazpacho ad essere consumato prevalentemente durante le torride estati del sud della penisola iberica, anche se ormai si mangia tutto l’anno ed ovunque; credo che buona parte del suo successo culinario internazionale sia dovuto alla estrema facilità di preparazione che, purtroppo, talvolta appanna le straordinarie proprietà salutari degli ingredienti che vi si ritrovano intatte; la caratteristica crudità conserva tutta la vitalità degli alimenti in una fresca mescolanza di sapori speziata dall’aroma del Cumino. In questa ricetta propongo un modo diverso di gustare il gazpacho e godere dei benefici di tutti i suoi vegetali: il Gazpacho centrifugato. In realtà, questo gazpacho alternativo è anche un piatto etico che pensa al risparmio e al riutilizzo: infatti, oltre al centrifugato di gazpacho, piacevolissimo da bere freddo al mattino o come romantico aperitivo analcolico serale, con la poltiglia di scarto si ottiene un fantastico gazpacho tradizionale da mangiare come zuppa, pronto all’istante. Come si suol dire: cogliere due piccioni con una fava.

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30
Ott
2015
42

MINESTRA DI PANE | La ricetta vegana senza pomodori.

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Arriva l’autunno, cambia il clima, trasmutano i colori delle foglie; cambiano anche i frutti gli ortaggi, i sapori sulle tavole. Il viaggio alla scoperta dei 5 Maledetti Toscani fa la sua terza sosta per raccontare un piatto tipico della mia terra che si fa durante la stagione fredda, che di più saporiti non ce ne sono: la MINESTRA DI PANE, qui rivisitata in chiave vegana. Al traguardo per il completamento del menù tradizionale toscano che ho proposto mancano ancora due prove: la PANZANELLA alla Lola e la PAPPA A I’ POMODORO, che affronteremo quando i pomodori ricominceranno a fruttare a partire dalla tarda primavera. L’ingrediente fondamentale della minestra di pane insieme ai Fagioli è senz’altro il Cavolo nero di Toscana: questo straordinario ortaggio si comincia a raccogliere da ottobre fino alla fine dell’inverno e all’inizio della primavera. Non impiegherò per la realizzazione della minestra di pane vegana ovviamente né la pancetta – rigatina si chiama dalle mie parti – né il prosciutto crudo toscano né la spalla che, nella versione popolare della minestra di pane che si afferma con l’arrivo del benessere e dell’inurbazione a partire dal dopoguerra, sono diventati ingredienti certi; la minestra di pane è veramente un piatto molto versatile ed ogni famiglia custodisce gelosamente una sua versione e qualche segreto. La minestra di pane che si fa a casa mia è alla vecchia maniera, quando si usavano gli ortaggi di stagione e senza lussi come era un tempo la carne del maiale: sicché, niente pomodori né pancetta; mentre il pepe nero lo si sostituisce con il peperoncino piccante. Per far chiarezza nei termini linguistici e nell’immaginario culinario collettivo, quella che viene chiamata Ribollita non è altro che la Minestra di Pane che solitamente il giorno seguente viene riscaldata in padella con un po’ di olio di oliva o brodo o sola acqua, “ribollita” appunto, ma praticamente sono la solita pietanza; se il giorno dopo vorrete riscaldarla vi consiglio di metterla però a bagnomaria, anche se io la trovo decisamente più buona “fredda”. Per questa ricetta ho messo da parte le regole igieniste per la combinazione degli alimenti, la pratica della cottura dolce al vapore, possibilmente breve, la preferenza gastronomica per la crudità del cibo come fattori essenziali per una corretta nutrizione, ma ogni tanto una scelta di appettito e caldi ricordi ci vuole. Se segui una alimentazione vegana e crudista tendenzialmente alcalinizzante, questo strappo non ti farà male al corpo e ti solleverà di certo lo spirito. Te lo garantisco, ne varrà la pena!

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